Giorno del Ricordo - 10 febbraio 2021

foibeFra il 1943 e il 1947 quasi diecimila italiani furono gettati, vivi e morti, nelle Foibe dell’Istria. Coloro che riuscirono a salvarsi dalle persecuzioni si trasformano in esuli, costretti a rientrare nel nostro Paese in un contesto storico-politico profondamente lacerato e ostile.

Nel 2004 l’Italia ha riconosciuto il 10 febbraio quale Giorno del ricordo “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

L’Archivio di Stato di Grosseto intende tenere vivo il ricordo di quel dolore e promuovere la divulgazione storica di quei terribili eventi, con lo stesso spirito solidale che nel 1952 dimostrarono i maremmani accogliendo i profughi giuliani nel loro territorio.

 

I documenti

Per favorire l’assistenza ai profughi, il 4 marzo 1952 in Italia si emanò una legge (apri pdf) in cui era prevista anche la costruzione di alloggi destinati all’accoglimento su tutto il territorio italiano.

La Prefettura sollecitò il Sindaco di Grosseto a deliberare in Consiglio comunale la costruzione delle case da destinarsi ai profughi, che sarebbero dovure sorgere su un terreno in una zona già provvista di servizi essenziali che il Comune avrebbe dovuto cedere gratuitamente.

Non avendo però il Comune un terreno da mettere a disposizione per tali scopi, il Consiglio comunale espresse parere contrario. Era il 30 luglio 1952.

Di pochi giorni successivi sono le testimonianze di un grande gesto di solidarietà della popolazione maremmana: il 3 agosto il Maresciallo di Pubblica Sicurezza comunicò al Questore che in seguito al parere negativo espresso dal Consiglio comunale in merito all’acquisto del terreno da destinarsi alle costruende case dei Profughi Giuliani, l’Associazione dei Commercianti aveva avviato una raccolta fondi tra gli stessi  commercianti. In poco tempo il Comitato arrivò a coinvolgere associazioni di artigiani, di agricoltori, sindacati e venne avviata una più estesa raccolta che si concluse nel febbraio 1953 e che consentì la costruzione delle case per i profughi. Dove non era arrivata la politica erano arrivati gli uomini.

Didascalie

1.       ASGr, Comune di Grosseto II deposito, serie I, 16 - 1952 luglio 30

Deliberazione del Consiglio comunale di Grosseto con cui si stabilisce di rispondere alla Prefettura che il Comune non ha un terreno da mettere a disposizione per la costruzione delle case per i profughi, ma si impegna a fornire i servizi pubblici necessari nella località dove sorgeranno gli alloggi.

 

2.       ASGr, Questura, b. 229 – 1952 agosto 3

Il Maresciallo di Pubblica Sicurezza comunica al Questore che in seguito al parere negativo espresso dal Consiglio comunale in merito all’acquisto del terreno da destinarsi alle costruende case dei Profughi Giuliani, l’Associazione dei Commercianti ha preso l’iniziativa per la raccolta della somma occorrente tra i commercianti.

 

3.       ASGr, Questura, b. 229 – 1952 agosto 7

Articolo di giornale sulle attività di solidarietà nei confronti dei Profughi Giuliani

 

4.       ASGr, Questura, b. 229 – 1952 agosto 29

Manifesto del “Comitato cittadino Pro case Profughi Giuliani” che rivolge ai cittadini l’appello di partecipare alla raccolta fondi volto all’acquisto di terreni dove costruire case ai Profughi Giuliani.

 

5.       ASGr, Questura, b. 229 – 1952 agosto 30

Il Maresciallo di Pubblica Sicurezza comunica al Questore che nella città di Grosseto si è costituito il Comitato cittadino Pro Case Profughi Giuliani. Al Comitato hanno aderito: Camera di Commercio, Associazione degli Industriali, Associazione Provinciale Agricoltori, Associazione Provinciale Commercianti, G.P.T. , Associazione Provinciale Artigiani, Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, C.I.S.L. e U.I.L.

6.       ASGr, Questura, b. 229 – 1953 marzo 18

Il Questore comunica alla Prefettura che la sottoscrizione volontaria per la raccolta fondi per l'acquisto del suolo da destinarsi alle case dei profughi giuliani si è conclusa a febbraio ed ha reso la somma di 318500 lire.