Magistrature senesi

Nella raccolta di pergamene, il Diplomatico, oltre alla parte generale delle Riformagioni, vi sono fondi importanti che riguardano la Maremma, in particolare quelli di Massa Marittima, Riformagioni Massa e Città di Massa (754 copia-1581), ben 1.149 pergamene che testimoniano l'importanza di questo comune, il più importante della Maremma, almeno sino alla caduta in mano senese nel 1336; se ad esse si aggiungono le altre 100 del convento di S. Agostino (1247-1563), il totale di pergamene massesi arriva quasi a 1.250.
Altre serie di pergamene riguardanti la nostra terra sono le 64 denominate Riformagioni S. Anastasio (1266-1694), riguardanti i diritti degli Aldobrandeschi, prima, e dei senesi poi, sui territori di confine con lo Stato pontificio, come Orbetello, Capalbio, Porto Ercole; esistono inoltre 88 pergamene della Comunità di Montieri(1237-1578), castello famoso per le miniere d'argento e piombo, a lungo conteso fra Siena, Volterra e Massa; altre 126 pergamene restano del convento di S. Michele Arcangelo di Santa Fiora (1251-1721), un convento di eremiti agostiniani, in stretto rapporto con gli Aldobrandeschi, signori della zona, ed altri nobili senesi; infine vanno citati due piccoli nuclei di acquisti, quello di otto pergamene proveniente dai Baldassarrini (1372-1716), che riguarda il paese di Monterotondo Marittimo, dove questa famiglia ebbe cariche pubbliche, quello di 69 pezzi dei Cerretani (1138-1803) che, oltre agli interessi privati della famiglia, contiene un documento di capitale importanza per Grosseto, la bolla del 9 aprile 1138 con cui papa Innocenzo II trasferiva da Roselle alla nostra città la sede episcopale, ed infine quello di 157 pergamene dei Giustini, con resti di archivi di altre famiglie, come i Malavolti e Pannocchieschi, signori con forti interessi in Maremma, e dei feudi di Ravi e Lattaia.

Essenziali per la conoscenza della storia della Maremma sono gli Statuti delle comunità dello Stato senese. La maggior parte di quelli provenienti dal nostro territorio rimane solo nella versione modificata dalle autorità senesi, dopo l'assoggettamento dei comuni, conquistati prevalentemente non con le armi, ma col denaro dai loro feudatari originari. Inoltre questi statuti sono in molti casi copie sei-settecentesche, con numerose aggiunte posteriori, ma rimangono comunque testimonianze preziose su tutti gli aspetti della vita di questi paesi. Vi troviamo dunque gli statuti di Arcidosso (1550-1686), Batignano (1373-1742, due copie), Boccheggiano (1523-1605 e 1544 id.), Campagnatico (1521-XVIII, originale e copia), Cana (1486-1743, ricompilazione di statuti più antichi), Capalbio (1655-1728), Castel del Piano (1571-1708), Castell'Azzara (1572-1674, tre copie), Civitella Marittima (1487-1728, copia), Colonna o Vetulonia (1548-1726, statuto senese e copia), Cotone (1521-1728, ricompilazione), Gavorrano (1465-1744, copia), Gerfalco (1429-1572), Grosseto (1420-1735, due copie), Istia (1588-1727), Magliano (1356-1649, originale della comunità), Manciano (1522-1731), Massa Marittima (sec. XV e 1419-1587, due copie), Montagutolo dell'Ardenghesca (1280-1346), Montiano (1543-1742), Montelaterone (1572-1738, due copie), Montemassi (1533-1647), Montemerano (1489-1727), Montenero (1517-1729, due copie), Monterotondo Marittimo (1578-1711, ricompilazione), Monticello (1551-1727), Montieri (1500-1621 e 1608-1742, originale e ricompilazione), Montorgiali (1537-1731), Montorsaio (1432-1728, copia), Pari (1509-1727, ricompilazione), Pereta (1457-1741, copia), Prata (sec. XVII-1743), Ravi (1447-1728, copia), Roccalbegna (1475-1576 e 1580-1725, due copie), Roccastrada (1612-1737, copia) Roccatederighi (1406 e 1452-1701 due copie), Rocchette di Fazio (1546-1587 e 1586-1732, ricompilazione e copia), Samprugnano (1565-1740, ricompilazione), Santa Fiora (1613-1743, ricompilazione e due copie), Sasso di Maremma (sec. XVI-1756, due copie), Sassofortino (1486-1728), Saturnia (1532-1726, copia), Seggiano (1561-1740, ricompilazione), Sovana (1561-1744), Torniella (1530-1698, ricompilazione), Travale (1544-1742).

Ci sono poi i Capitoli, la raccolta di atti pubblici del Comune, leghe, trattati, paci, acquisti, sottomissioni di comuni e signori del contado, privilegi imperiali, bolle papali ecc.
I primi cinque pezzi di questo fondo sono i cosiddetti Caleffi, strumentari fondamentali dell'archivio senese, istituiti sin dal primo grandioso riordino del 1203, quando, dopo la constatazione del drammatico disordine che vi regnava, furono fatte ricerche anche presso notai e privati per la sua ricostruzione.
Seguono una serie di 269 pezzi, per lo più volumi o fascicoli, che per ragioni pratiche erano stati raccolti al di fuori dei caleffi, ma attinenti le stesse materie. Di questi ben 84 riguardano direttamente la Maremma, con molti atti di capitolazione e sottomissione di feudatari e comunità; inoltre giudizi e convenzioni per problemi di confine dello Stato senese, in particolare con lo Stato pontificio, ma anche fra comune e comune; rapporti con i signori più importanti, dagli Aldobrandeschi, ai Pannocchieschi, Salimbeni, Orsini ed altri; convenzioni con mercanti fiorentini e catalani per l'uso del porto di Talamone; un indice dei possedimenti di Siena in Maremma (inizi sec.XV) e persino lo strumentario pubblico del comune di Massa Marittima (1319-1346) negli anni della sottomissione. Per quel che riguarda Grosseto vi si trovano i patti conclusi tra il Comune ed i conti Aldobrandino e Ildebrando Aldobrandeschi (s.d.), patti di una lega tra comuni di Siena e di Grosseto (prima metà sec. XIV), ed i patti tra Siena ed il vescovo di Grosseto relativi ai diritti politici ed ecclesiastici sul castello di Istia di Ombrone (prima metà sec. XV).

Altro fondo tra i più importanti in assoluto è quello del Concistoro, sino alla metà del sec XV supremo organo di governo senese, derivato dal collegio dei Consoli. In seguito rimase in vita con poteri ridotti a beneficio della Balia.
Le serie interessanti per noi sono Riformgioni (1277-1471), Comunità (1397-1483), con petizioni per sgravi e con franchigie; Casseri e fortezze (1250-1474) con provvedimenti di gestione e con manutenzione dei luoghi fortificati; i Capitani del popolo, vessilliferi, podestà e vicari (1354-1453), con liste e stipendi di questi ufficiali; infine i Castellani (1348-1556) con liste di castellani e note di lavori di restauro di fortezze, ponti e mura.

La Balia, in origine commissione a carattere straordinario per affari particolari, nel corso del sec. XV acquisì carattere permanente, subentrando nelle competenze del Concistoro e con il governo mediceo divenne una magistratura ordinaria annuale. Per il Medioevo la ricerca deve indirizzarsi nella parte generale, mentre per l'epoca moderna bisogna guardare le Mura di Orbetello e Portercole (1543-1544), la Guardia del Mare (1720-1721) e le Provvisioni per la Maremma (1549).

Passiamo ai documenti delle magistrature finanziarie con la prima, la Biccherna, famosa per le meravigliose tavolette miniate che decoravano i suoi registri. Gestì tutte le entrate pubbliche dal XII secolo e fu però progressivamente esautorata dalla Gabella e, nel periodo mediceo, dalla Depositeria. Delle sue serie sono da segnalare i Censi, casseri e mura (1369-1465), la Tassa del pane e del vino (1379-1380) ed i Cittadini salvatichi (1243-1256), curioso nome per l'elenco dei cittadini del contado, lavoratori e vassalli del Comune e le tasse che pagavano a metà del secolo XIII.

Fra i fondi documentari facenti parte della Gabella, cioè degli uffici addetti all'esazione delle imposte, nella Dogana vera e propria si trova la serie delle Cerche (circoscrizioni) relative anche ad Arcidosso (1646-1667), alla montagna amiatina (1581-1614), ed a Cinigiano (1646-1667), Grosseto (1651-1665), Massa Marittima ( 1663-1667), ed inoltre la Cassa per Massa e Gavorrano (1788-1791) e la Magona di Orbetello (1803-1807); invece la Dogana dei paschi, monte e sale conserva gli Statuti relativi al sale (1348-1512) e documenti sulle Saline di Grosseto (1553-1554), sui pascoli della Marsiliana (1536-1550) e di Paganico (1536-1543).

Nel fondo della Lira, che raccoglie la documentazione delle imposte dirette ed i redditi dichiarati dai cittadini, si trovano anche citati i maremmani, ed in particolare vi è un registro della comunità di Porrona per il sec. XIII.

Nell'Estimo, rilevazione di tutti i beni immobili della città e del contado, fatta tra il 1316 ed il 1320 ed aggiornata per altri 10 anni, è da segnalare la Tavola delle possessioni del contado, con i Libri per la compilazione, in cui sono annotati i beni immobili esistenti in 295 comuni e comunelli.
Nell'Estimo del contado (fondo a parte), si trovano registri relativi alla Lira e catasto di Montieri per i comuni di Caldana, Monterotondo, Rocca Tederighi, Montemassi, Gerfalco, Prata dal 1514 al sec. XVIII, al catasto di Samprugnano (1438-1452), all'estimo di Saturnia del 1546 e alla Lira di Travale (1438-1464).

Altri fondi di magistrature antiche dove si può trovare materiale interessante sono gli Ufficiali sui casseri e fortezze (sec.XIII-1544), dove si trovano informazioni sui porti di Talamone, Orbetello e Porto Ercole, e sulle fortificazioni di Grosseto, Santa Fiora e Monterotondo Marittimo; i Consoli del mare (1357), un solo registro relativo al porto di Telamone; i Regolatori, una sorta di revisori di conti, fra le cui carte di conserva un registro di "Rendite di Magliano" (1421-1471).

Negli archivi dell'amministrazione centrale della giustizia, in particolare quello dell'Esecutore e capitano di giustizia (1412-1808), c'è molto materiale interessante per la materia criminale, ma vanno esaminati per intero.
Dell'amministrazione periferica, affidata a capitani vicari e podestà, giudici in prima istanza di cause penali e civili, oltre che rappresentanti del governo centrale nel contado, rimangono diverse grandi serie di uffici maremmani e precisamente il Capitano di Arcidosso (1403-1795) comprendente anche Montelaterone; Capitano di Grosseto (1464-1803) comprendente Istia; Capitano di Massa (1392-1799) - contenente anche il fondo del Podestà di Monterotondo - comprendente Gavorrano, Perolla e Tornella; Podestà di Campagnatico (1432-1807) comprendente Batignano, Boccheggiano, Castiglione della Pescaia, Montemassi, Paganico; Podestà di Castel del Piano (1403-1793) comprendente Cana, Cinigiano, Montenero, Monticello, Montorsaio, Sasso, Seggiano; Podestà di Roccastrada (1447-1781) comprendente Civitella, Pari, Sassofortino ed infine il Vicario di Scansano (1444-1794) comprendente Capalbio, Magliano, Manciano, Montebuono, Montiano, Montorgiali, Saprugnano, Saturnia, Sorano e Sovana.